Il Testamento solidale e come aiutare le associazioni

testamento

Testo estratto da www.ilfattoquotidiano.it

In Italia solo l’8% della popolazione affida a un testo scritto le proprie ultime volontà. Ma negli ultimi dieci anni le donazioni post mortem a favore di organizzazioni no profit sono aumentate del 10-15%. Oggetto del lascito può essere una somma di denaro ma anche un’opera d’arte, un gioiello, un mobile, un appartamento o una polizza vita. E se il destinatario è un’associazione senza scopo di lucro non si pagano tasse di successione.

Alessandro Manzoni incluse nel suo testamento il suo servitore. Giuseppe Verdi, in mancanza di eredi diretti, lasciò il suo patrimonio ad asili e istituti per ciechi, sordomuti e rachitici. Non è una novità, quella di dare in beneficenza una parte dei propri beni dopo la morte. Ma oggi più che mai può diventare una fonte di finanziamento importante per le onlus. Le “ultime volontà” possono consentire per esempio di costruire un pozzo in un Paese povero, contribuire all’acquisto di libri di testo o vaccini, favorire la ricerca su leucemia e cancro, aiutare persone con disabilità. Esempi di quello che possono fare, con un pezzo della nostra eredità, associazioni come Action Aid, Lega del filo d’oro, Save the children, Amref e Libera. Cioè alcune delle 13 organizzazioni non lucrative di utilità sociale che un paio di anni fa si sono unite nel comitato Testamento solidale proprio con l’obiettivo di promuovere i lasciti solidali.

>> Continua a leggere cliccando qui