Contratto di Servizio RAI e disabilità: sia luci che ombre

Testo pubblicato da www.superando.it e qui ripreso per gentile concessione

Nel mese di novembre scorso la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) aveva chiesto e ottenuto un’audizione presso la Commissione di Vigilanza RAI. L’organo parlamentare stava infatti esaminando il testo del nuovo Contratto Nazionale di Servizio RAI da applicare al quadriennio 2018-2022.

Si tratta, va ricordato, di un atto di notevole rilievo, dato l’impatto di esso sulla qualità e la strategia dell’informazione e dell’intrattenimento nel nostro Paese, per la parte gestita dalla radiotelevisione pubblica. E anche gli effetti diretti e indiretti sulle persone con disabilità sono importanti: la TV, infatti, offre un servizio e delle opportunità, ma condiziona anche la pubblica opinione e il suo orientamento.

«In quell’occasione – ricorda Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH – fummo particolarmente decisi e critici, esponendo le nostre perplessità sia in Commissione che, per trasparenza, con un immediato comunicato stampa. Non ci convinceva innanzitutto il linguaggio, l’estrema debolezza su misure di contrasto al pregiudizio, all’odio legato al genere, alla disabilità, alla provenienza, alla discriminazione multipla, agli stereotipi. E ancora: lo schema del Contratto rivelava un arretramento su molti aspetti che invece necessitano da subito di un adeguamento tecnologico. Pensiamo, ma solo a titolo di esempio, agli audiovisivi e al multimediale, ma anche a soluzioni come la sottotitolazione, le audiodescrizioni, il linguaggio accessibile».

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