Il Ministero? È un dettaglio amministrativo!

Dopo averlo fatto anche con un video appello durante il “Disability Pride” di Roma, Marco Gentili, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, torna a chiedere al Governo «di fare e non di polemizzare sulle competenze di un Dicastero, operando innanzitutto per ottenere l’attuazione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, la piena applicazione dell’utilizzo della firma digitale e/o elettronica per chi non può firmare e anche l’affermazione dei diritti politici». «Le norme ci sono – dichiara – e occorre applicarle; se occorra un Ministero è un dettaglio amministrativo».

«Il recente dibattito alla Camera riguardante le competenze e le dotazioni finanziarie del Ministero per le Disabilità ha escluso gli obiettivi che questo persegue. Tutti i cittadini, infatti, ancor di più se con disabilità, dovrebbero poter accedere alle cure, al lavoro, alla mobilità, a una vera e propria vita indipendente, fatta anche della costruzione di una famiglia».

Lo ha dichiarato in una nota Marco Gentili, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, persona affetta da SLA (sclerosi laterale amiotrofica), che in occasione del Disability Pride di Roma del 15 luglio scorso aveva lanciato in tal senso anche un video appello al Governo.
In questi giorni, dunque, Gentili è tornato a chiedere al Governo «di fare e non di polemizzare sulle competenze di un Dicastero, cosa che può accadere al momento della creazione di un Ministero, ma non dopo due mesi». «Per iniziare – ha aggiunto -, occorre operare per ottenere finalmente l’attuazione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), come da Legge del 1986 [Legge 41/86, N.d.R.] e la piena applicazione dell’utilizzo della firma digitale e/o elettronica per chi non può firmare e anche per affermare i propri diritti politici. Le norme ci sono e occorre applicarle; se occorra un Ministero è un dettaglio amministrativo». (S.B.)

Testo estratto da www.superando.it