Aiuti per pagare i sostituti dei professionisti disabili

Disabilità e accesso al credito per i professionisti: con due misure focalizzate al sostegno delle attività professionali le Regioni Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna hanno acceso due diversi strumenti avvalendosi di risorse interne e di provenienza UE.

Gli aiuti alla disabilità

Innovativo lo strumento attivato in Friuli e rivolto alle fragilità. Si tratta di un fondo regionale a valere sul bilancio interno che al momento può contare su circa 50mila euro. Ma – fanno sapere dalla Regione – agganciato a una clausola di salvaguardia per cui all’esaurirsi delle risorse potrà essere rifinanziato per altri 300mila euro. Il contributo potrà essere richiesto anche per gli oneri di spesa legati all’assunzione a termine di giovani professionisti che aiutino il professionista disabile o lo sostituiscano in caso di assenza per motivi di salute: in questo caso la Regione eroga fino a 2mila euro al mese per un massimo di 12 mesi anche frazionabili.

La misura prevede contributi a fondo perduto per i professionisti ordinistici e non affetti da disabilità fisica, psichica e sensoriale. Il contributo regionale, fino a un massimo di 50mila euro, potrà essere utilizzato anche in più momenti, per fare fronte a tre filoni di spesa: quella connessa all’esercizio dell’attività professionale, i costi per l’acquisto di attrezzature e ausili e, novità assoluta, gli oneri di spesa per attivare rapporti di sostituzione o collaborazione con un altro professionista nel caso in cui il beneficiario non possa, per motivi di salute, prestare servizio. In quest’ultimo caso, per fruire del contributo, il professionista disabile deve essere in possesso dei benefici della legge 104/92.

Il ventaglio delle spese ammissibili è dunque molto ampio: sul fronte dell’attività professionale, per esempio, sono previsti gli arredi, il sito internet, i sistemi di sicurezza, l’abbonamento a riviste e banche dati specializzate, la locazione dei locali, software, opere di ristrutturazione. Il fondo si incarica di sostenere i professionisti disabili anche negli acquisti di presidi ad hoc: strumentazioni per il superamento delle barriere architettoniche, protesi, sistemi informatici personalizzati, ma anche gli spostamenti casa-lavoro (fino a un massimo di 3mila euro), a condizione però che non sia già corrisposta l’indennità di accompagnamento prevista dalla legge.

Accesso al credito

Con il debutto della Regione Emilia Romagna tra le sezioni speciali del Fondo di garanzia per le Pmi che fa seguito a Lazio, Campania, Calabria e Veneto, per i professionisti che operano nella regione si apre una corsia preferenziale nella richiesta di liquidità alle banche. Il meccanismo è quello delle garanzie e controgaranzie che ora – grazie all’intervento finanziario regionale di 5,1 milioni di euro a valere sui fondi Por Fesr 2014-2020 – potrà contare su prestiti controgarantiti fino al 90 per cento dell’investimento. La misura faciliterà quindi l’accensione di mutui per i professionisti che non dispongono di garanzie sufficienti. I prestiti potranno coprire le spese di avvio dell’attività ma anche per quelle connesse al rafforzamento della propria posizione di mercato, inclusa l’apertura di nuove sedi, attività di marketing, acquisizione di nuovi brevetti. Trattandosi di garanzie, non ci sono domande da presentare: il professionista dovrà solo prendere contatto con gli istituti di credito per accendere il finanziamento.

Testo estratto da Il Sole 24 ore