Con la patente potro’ guidare. Per me e’ liberta’

Riccardo Maino, 20enne di Busto Arsizio, è una persona con sindrome di Down e nei giorni scorsi ha ottenuto, fra i pochi in Italia, la patente di guida.

È stato difficile raggiungere questo traguardo?
«Mi sono impegnato moltissimo per ottenere questo risultato e adesso sono veramente felice. Ho dovuto sostenere delle visite con una commissione medica che ha certificato la mia idoneità agli esami e poi ci sono state le tradizionali prove di teoria e di pratica. Durante l’esame di teoria ho consegnato per primo e non appena sono uscito ho telefonato a mio padre Piero, che era addirittura più agitato di me. Gli ho mandato una foto del tabellone con la scritta “Riccardo Maino: idoneo”. Al momento della prova di guida invece ero un po’ teso all’inizio, ma poi sono riuscito a superare l’ansia».

Come?
«Ho pensato che avevo già tanta esperienza, dato che da tre anni guidavo una minicar che mi avevano regalato i miei genitori. E poi quando avevo il foglio rosa ho fatto molta pratica con l’auto di mio padre, l’unica in famiglia che ha il cambio automatico come quella su cui ho sostenuto l’esame. Lo accompagnavo a fare delle commissioni o a prendere il caffè a Varese, per mettermi alla prova su autostrade e superstrade. Abbiamo fatto l’esame in quattro alla Motorizzazione civile di Varese e sono stato l’unico promosso».

Lei pratica ginnastica artistica a livello agonistico e la scorsa settimana ha vinto tre medaglie d’oro ai campionati nazionali di Rimini. Era più emozionato prima delle gare o prima dell’esame di guida?
«Le due cose sono diverse, perché vincere una competizione sportiva mi dà sicuramente una grande soddisfazione, ma non mi aiuta a migliorare a livello di autonomia. Poter guidare un’auto invece per me è fondamentale per aumentare la mia autosufficienza: rispetto a quando mi spostavo con la minicar, posso percorrere tragitti più lunghi e andare anche in autostrada. Tutto questo per me è ancora più importante delle medaglie d’oro. Ma la ginnastica, che pratico da quando avevo sette anni, mi ha di certo aiutato, perché mi ha dato una maggior grinta e determinazione».

In che modo la patente influisce sulla sua vita quotidiana?
«Ho più libertà negli spostamenti e questo mi è molto utile perché sono impegnato in varie attività. Alla mattina lavoro alla farmacia Bossi di Busto Arsizio, dove mi occupo della sistemazione dei medicinali, e nel pomeriggio nell’azienda tessile di famiglia. E sono anche volontario della Croce Rossa».

Testo estratto da Press-IN