Lombardia: questa è finalmente una buona notizia

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato due mozioni con le quali sono stati in pratica azzerati i contenuti di quella Delibera di Giunta prodotta a fine dicembre, della quale numerose organizzazioni lombarde, a partire dalla Federazione LEDHA, avevano chiesto nei giorni scorsi profonde modifiche, «per garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone con disabilità». «Quella Delibera – commentano dal Comitato Uniti per l’Autismo – aveva suscitato un’ondata di indignazione, ma ora alcuni problemi sembrano in via di risoluzione. E questa è finalmente una buona notizia».

Proprio ieri, 14 gennaio, avevamo dato spazio a un’iniziativa promossa dalla Federazione lombarda LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), affiancata dal Comitato Uniti per l’Autismo e da numerose altre organizzazioni (se ne legga l’elenco a questo link), che aveva inviato una lettera all’Assessore Regionale competente, chiedendo varie modifiche a quella Delibera di Giunta approvata alla fine di dicembre e contenente il Piano Regionale per la Non Autosufficienza della Lombardia 2019-2021, «per garantire alle persone con disabilità “grave e gravissima” i sostegni indispensabili a vivere un’esistenza dignitosa, nel rispetto dei loro diritti fondamentali».
Successivamente, sempre nella giornata di ieri, si è verificato un fatto nuovo, decisamente importante, tanto da far parlare – finalmente – di una buona notizia per le persone con disabilità e le loro famiglie.

Come segnala infatti il citato Comitato Uniti per l’Autismo, è accaduto che il Consiglio Regionale Lombardo abbia approvato due mozioni, una presentata dalle opposizioni e una dalle forze di maggioranza, con le quali in pratica sono stati azzerati i contenuti di quella discussa Delibera, che aveva tagliato del 33% il contributo riguardante la cosiddetta “Misura B1”, derivante dal Fondo per la Non Autosufficienza, ai disabili gravissimi lombardi.
«La Delibera XI/2720 – commentano dal Comitato Uniti per l’Autismo – aveva suscitato un’ondata di indignazione, ma ora, a distanza di poche settimane, alcuni problemi sembrano in via di risoluzione. Si tratta di un bel risultato, messo a segno dalle forze politiche presenti in Consiglio, ma certamente frutto di un’intensa attività di pressione che insieme a varie altre Associazioni e famiglie con diverse disabilità abbiamo esercitato sui politici, sulla pubblica opinione e sulla stampa a partire dal 23 dicembre scorso. Quello che è certo, per ora, è che la Giunta Regionale dovrà riportare a 600 euro mensili il contributo minimo della “Misura B1” per le oltre 7.000 persone con disabilità lombarde gravi e gravissime».
«Tramite la Legge di Bilancio per il 2020 – viene ulteriormente sottolineato – il Governo aveva già aumentato la dotazione del Fondo per la Non Autosufficienza, assegnando alla Lombardia circa 90 milioni, sia per il 2020 che per il 2021, a fronte dei circa 70 milioni del 2019. Ma andando in controtendenza, la Delibera lombarda aveva decurtato gli aiuti ai caregiver che si  prendono cura a casa delle persone con disabilità, introducendo una serie di paletti e problemi per ottenere dei fondi integrativi».

«Malgrado la soddisfazione – aggiungono dal Comitato -, restano tuttavia aperte alcune questioni fondamentali, come il meccanismo che lega l’erogazione del buono alla frequenza scolastica, in base al principio che più tempo il disabile gravissimo è presente in classe meno aiuti vengono riconosciuti alla famiglia, e, dulcis in fundo, il nuovo ostacolo dell’attestazione ISEE anche per il buono della “Misura B1”. Ma si tratta di anomalie che – essendo in dissonanza con basi costituzionali e normative – dovranno essere chiarite e risolte nelle sedi e con le modalità più opportune, facendo riferimento anche alle proposte di modifica da noi inviate all’assessore regionale Bolognini, insieme alla LEDHA e ad altre Associazioni, che saranno auspicabilmente affrontate in àmbiti specifici».

La conclusione del Comitato si rifà ai contenuti della citata lettera inviata alla Regione dalle Associazioni lombarde: «Siamo consapevoli – dichiarano infatti dall’organismo che rappresenta più di quaranta Associazioni lombarde impegnate sul fronte dell’autismo – che accogliere le nostre proposte richiederà una maggiore disponibilità di risorse,  ma riteniamo che si potranno evitare ulteriori interventi di carattere sanitario e sociosanitario anche più onerosi. Auspichiamo pertanto che la Regione Lombardia sappia trovare le risorse aggiuntive per venire incontro alle esigenze fondamentali delle persone con disabilità e per garantire il rispetto dei loro diritti fondamentali».

Testo pubblicato da Superando.it e qui ripreso per gentile concessione