Fondo per la Non Autosufficienza: le Associazioni lombarde chiedono più risorse

La Federazione lombarda LEDHA, insieme a numerose Associazioni della Regione, ha inviato una lettera alla Terza Commissione del Consiglio Regionale della Lombardia e all’assessore regionale Stefano Bolognini, per chiedere «maggiore impegno e ulteriori risorse», garantendo a tutte le persone interessate dal Piano Triennale Regionale per la Non Autosufficienza della Lombardia 2019-2021 i sostegni necessari a una vita dignitosa.

«24 milioni di euro possono sembrare un importo significativo, ma è opportuno sottolineare che si tratta di una cifra comunque inferiore a quella necessaria a garantire a tutte le persone interessate dal Piano Triennale Regionale per la Non Autosufficienza della Lombardia 2019-2021 eventuali interventi di carattere residenziale cui esse avrebbero comunque diritto di accedere».
A dirlo è Alessandro Manfredi, presidente della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e che affiancata da numerose Associazioni della Regione ha inviato una lettera alla Terza Commissione del Consiglio Regionale della Lombardia e all’assessore regionale alle Politiche Sociali, Abitative e alla Disabilità Stefano Bolognini, per chiedere «maggiore impegno e ulteriori risorse», garantendo a tutte le persone interessate dal citato Piano Triennale Regionale per la Non Autosufficienza i sostegni necessari a una vita dignitosa.

Se in tale documento, infatti, viene espresso apprezzamento per le due mozioni votate il 14 gennaio scorso dal Consiglio Regionale (se ne legga anche sulle nostre pagine), oltreché per la proposta di revisione del Piano presentata dall’assessore Bolognini, iniziative che vanno nella giusta direzione, «queste ipotesi di revisione – dichiara Manfredi – risultano, a nostro avviso, ancora non sufficienti a garantire a tutte le persone coinvolte i sostegni necessari a una vita dignitosa.
Le organizzazioni firmatarie della lettera chiedono innanzitutto che il Consiglio Regionale, in coerenza con le citate mozioni approvate in gennaio, «preveda, in modo strutturale, adeguate risorse aggiuntive ai trasferimenti nazionali», per una cifra che, come detto inizialmente, dovrebbe essere di circa 24 milioni di euro.
Vengono inoltre ribadite le richieste presentate alla Regione in una precedente lettera delle Associazioni,  tra cui le richieste di alzare la soglia d’età a 75 anni, di garantire una forte attenzione alla semplicità di accesso alla misura e di eliminare le soglie di accesso basate sull’ISEE, per evitare forme di esclusione totale dai benefìci del Fondo per la Non Autosufficienza.
Particolare attenzione, infine, si chiede venga prestata ai progetti individuali e, in merito ai progetti per la vita indipendente, l’istanza è quella di «rimuovere il vincolo del “vivere da soli”, in quanto irragionevole e lesivo della libertà delle persone con disabilità di avere una propria vita familiare».

Testo pubblicato da Superando e qui ripreso per gentile concessione