Presto attivo, in Lombardia, un Gruppo di Lavoro per far ripartire i servizi

Un incontro in cui concordare le modalità di redazione dei Piani territoriali, anche con il coinvolgimento dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), per favorire la ripartenza dei servizi necessari a garantire risposte adeguate alle persone con disabilità e alle loro famiglie: come avevamo riferito anche sulle nostre pagine, lo avevano richiesto con forza la scorsa settimana alla Regione Lombardia, l’ACI Welfare Lombardia (Associazione Cooperative Italiane), l’ANFFAS Lombardia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettive e/o Relazionale), la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), l’Arlea, il CEAL (Coordinamento Enti Accreditati e Autorizzati Lombardia)-Forum del Terzo Settore Lombardia, il CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e l’Uneba.

Tale incontro, dunque, si è svolto ieri, 7 maggio, con la partecipazione di Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare e di Stefano Bolognini, assessore regionale alle Politiche Sociali, Abitative e alla Disabilità, e ha ruotato appunto sull’esigenza di dare attuazione a quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile, ove all’articolo 8 prevede la possibilità di riattivare i servizi sociali e sociosanitari per le persone con disabilità in base ai Piani territoriali adottati dalle Regioni.

«Il primo, importante risultato emerso dal confronto – viene riferito in una nota della LEDHA – è stata la completa disponibilità della Regione Lombardia ad attivare, già a partire dalla prossima settimana, un Gruppo di Lavoro, anche con i rappresentanti dell’ANCI, per la scrittura congiunta del Piano territoriale, che riguarderà i servizi rivolti alle persone con disabilità di ogni età, così come i servizi per i minori e quelli dell’intera area della salute mentale, compresi quindi anche quelli delle dipendenze e della psichiatria. In sostanza, l’obiettivo di tale Gruppo di Lavoro dovrà essere quello di assicurare, nel minor tempo possibile, l’elaborazione di un documento che garantisca l’attuazione di una “fase 2” efficace e rispettosa dei diritti e della salute di tutti i soggetti coinvolti: persone con disabilità, familiari, operatori, obiettivo che potrà essere raggiunto solo ed esclusivamente attraverso una diversa strutturazione degli interventi, che siano in grado di offrire supporti flessibili e personalizzati, mantenendo, dove possibile e dove gli esiti sono stati positivi, quelle modalità di intervento che sono state sperimentate durante la chiusura forzata dettata dalle misure di contenimento del Covid-19».

«Restano tuttavia alcuni importanti nodi da risolvere – concludono dalla LEDHA -, tra cui il tema della sostenibilità economica. In tal senso, abbiamo chiesto alla Regione Lombardia e all’ANCI, insieme alle altre organizzazioni, che alle unità di offerta socio-sanitarie e socio-assistenziali semiresidenziali venga corrisposta l’intera quota stabilita in sede di bilancio, dato anche che molte realtà hanno continuato comunque a operare, nelle diverse forme possibili, in favore delle persone con disabilità e fragilità in genere».

Testo pubblicato da Superando e qui ripreso per gentile concessione

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