Disabilità: serve concretezza, servono risorse, anche pensando al Recovery Fund

È stato lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte a presiedere ieri, 22 settembre, la riunione dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità – importante organo consultivo e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilità (se ne legga ampiamente anche nel box in calce) – durante un incontro che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle principali organizzazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie e di altri Enti ed Istituzioni.

«Nel corso della riunione – si legge in una nota diffusa dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio -, è stata ribadita la necessità di investire sulla piena integrazione quale principale strumento di inclusione e di protezione delle persone con disabilità, favorendone la piena partecipazione alla vita sociale, economica, culturale e politica del Paese. In tal senso, il Presidente del Consiglio ha ricordato che sono stati già previsti alcuni obiettivi, quali il consolidamento delle tutele economiche nel quadro di una più ampia riforma dell’intero sistema, l’adozione di un Codice della Disabilità che promuova la considerazione della persona con disabilità nella sua multidimensionalità, l’aggiornamento della Legge sul cosiddetto “Dopo di Noi” e l’adozione della Direttiva Europea sull’Accessibilità (European Accessibility Act)».

«Dal canto nostro – ha dichiarato a  margine della riunione Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – abbiamo innanzitutto sottolineato con forza al Presidente del Consiglio la necessità di prevedere risorse necessarie ad attuare politiche mirate a migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità, riferendoci in particolare alla prossima presentazione, da parte del Governo, del piano per l’utilizzo del Recovery Fund».
Quest’ultimo, va ricordato, è il nuovo strumento europeo per la ripresa approvato dal Consiglio Europeo Straordinario del 21 luglio scorso, secondo il quale i Capi di Stato e di Governo hanno previsto di incrementare il bilancio su base temporanea tramite nuovi finanziamenti raccolti sui mercati finanziari per un ammontare pari a 750 miliardi di euro (390 di contributi a fondo perduto e 360 di prestiti). Esso prevede appunto che entro il 15 ottobre prossimo i Governi dei vari Stati presentino il proprio piano di utilizzo dei fondi.

«Abbiamo poi sottolineato una volta ancora – ha proseguito Falabella – la necessità di intervenire per la costruzione di un nuovo welfare che sia di riconoscimento dei diritti, anche alla luce della scarsa capacità di tutela, nei confronti delle fasce più deboli delle popolazione, dimostrata in questi mesi di emergenza sanitaria e sociale dall’esistente welfare di protezione».
«E ancora – ha aggiunto il Presidente della FISH – ci siamo soffermati su temi quali la lotta alla segregazione delle persone con disabilità, e l’implementazione dei progetti di vita indipendente, ciò che può finalmente portare a costruire un vero “Durante Noi”, senza trascurare naturalmente gli àmbiti della scuola, del lavoro e della salute. Per quanto riguarda infine il prospettato Codice della Disabilità, il nostro intendimento è certamente quello di interloquire propositivamente con chi lo elaborerà, a patto che tale strumento faccia parte di una riforma complessiva sulla disabilità. Tutti temi, per altro, presenti nell’ampio documento prodotto per l’occasione dal Comitato Tecnico-Scientifico dall’Osservatorio, sui quali la nostra Federazione concorda senza riserve».

«C’è ancora tanta strada da fare – ha dichiarato durante la riunione Giampiero Griffo, coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservare – per arrivare a una piena e concreta applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, sulla quale si basa il lavoro del nostro Osservatorio, oltreché, “a cascata”, sulle Osservazioni Conclusive al primo rapporto dell’Italia, espresse nel 2016 dal Comitato ONU sui Diritti delle persone con Disabilità, in riferimento all’applicazione della Convenzione nel nostro Paese, nonché, naturalmente, sul secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità [Decreto del Presidente della Repubblica del 12 ottobre 2017, N.d.R.]».

Oltre poi a ribadire la necessità da parte del Governo di riservare particolare attenzione alla disabilità, nel presentare il piano per l’utilizzo del Recovery Fund, ci sono altri due passaggi dell’intervento di Griffo che qui preme sottolineare, il primo dei quali fa riferimento a uno specifico comma (il quinto) contenuto nel quarto articolo della Convenzione (Obblighi generali), il quale recita che «le disposizioni della presente Convenzione si estendono a tutte le unità costitutive degli Stati federali senza limitazione ed eccezione alcuna». «Tale prescrizione – secondo Griffo – va certamente considerata come un obbligo anche per le nostre Regioni a non sottrarsi alle norme della Convenzione».
Rispetto quindi al Codice della Disabilità, a parere del Coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio, esso «non dovrà essere un semplice “raggruppamento dell’esistente”, ovvero delle varie norme già esistenti sulla disabilità, ma dovrà caratterizzarsi come uno strumento nuovo, tenendo conto di nuove categorie emerse in questi anni, quali, per fare solo alcuni esempi, le multidiscriminazioni riguardanti le persone con disabilità, gli “accomodamenti ragionevoli” – termine costantemente presente nella Convenzione – oltre alla stessa definizione di disabilità».

A proposito del documento citato in precedenza, presentato dal Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio, rimandando i Lettori alla versione integrale del testo (disponibile a questo link), elenchiamo qui di seguito le tematiche di cui si occupano i tredici  Gruppi di Lavoro che lo hanno elaborato, allo scopo di fornire un utile quadro di riferimento:

Gruppo 1: Non discriminazione, riconoscimento della disabilità, definizione delle persone con disabilità, e di persone che necessitano di sostegno intensivo in linea con la definizione della Convenzione ONU.
Gruppo 2: Armonizzare, riordinare e semplificare disposizione legislative in materia di disabilità.
Gruppo 3: Diritto alla vita adulta, progetto personalizzato, empowerment e consulenza alla pari, caregiver.
Gruppo 4: Contrasto alla segregazione, vita indipendente, violenza e trattamenti inumani.
Gruppo 5: Salute e diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione, ausili, consenso informato.
Gruppo 6: Politiche sociali, LIVEAS (Livelli Essenziali di Assistenza Sociale), servizi di abilitazione, riorganizzazione interventi monetari, orientamento alle famiglie, advocacy.
Gruppo 7: Educazione, competenze personale, accessibilità, orientamento, università.
Gruppo 8: Lavoro e occupazione, interventi legislativi, collocamento mirato, interventi tecnici, congedi parentali.
Gruppo 9: Donne con disabilità, contrasto alla discriminazione, prevenzione violenza, occupazione, genitorialità.
Gruppo 10: Accessibilità, uffici e servizi, ambienti privato, formazione, monitoraggio fondi strutturali, trasporti, informazione e comunicazione, emergenza.
Gruppo 11: Libertà, diritti civili e partecipazione, voto, espressione della volontà, vita pubblica, organo consultivo permanente.
Gruppo 12: Monitoraggio.
Gruppo 13: Cooperazione internazionale.

Testo pubblicato da Superando e qui ripreso per gentile concessione

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