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La presentazione dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) viene richiesta per l’accesso a prestazioni sociali agevolate cioè servizi o aiuti economici rivolti a situazioni di bisogno o necessità (solo a titolo di esempio: dalle prestazioni ai non autosufficienti ai servizi per la prima infanzia, dalle agevolazioni economiche sulle tasse universitarie a quelle per le rette di ricovero in strutture assistenziali, alle eventuali agevolazioni su tributi locali, all’accesso agli asili nido).

L’ISEE esiste già nella normativa italiana dal 1998, ma la sua applicazione è stata unanimemente ritenuta carente, inefficace e causa di un notevole numero di contenziosi. Da alcuni è, inoltre, stato ritenuto uno strumento scarsamente efficace nel contrasto di elusioni o abusi.

Di recente l’ISEE è stato oggetto di una nuova regolamentazione che modifica alcuni criteri e, soprattutto, intensifica i controlli preventivi e a campione e ne affida la gestione all’INPS.

In questo Dossier ne presentiamo gli elementi salienti in particolare per le persone con disabilità e i loro nuclei familiari, fornendo anche alcune simulazioni utili a comprendere diverse situazioni.

L’origine normativa dell’ISEE

Come si calcola l’ISEE?

L’indicatore della situazione reddituale (ISR)

Disabilità media, grave e non autosufficienza

L’indicatore della situazione patrimoniale (ISP)

Le scale di equivalenza

Diversificazione dell’ISEE

ISEE e prestazioni socio-sanitarie

Prestazioni agevolate rivolte a minorenni

ISEE e prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo

Prestazioni per il diritto allo studio universitario

Su quali prestazioni economiche si applica l’ISEE

Come si richiede il DSU per l’ISEE

Applicazione da parte dei Comuni e degli enti erogatori

ISEE precedente e attuale: vantaggi e svantaggi.

 

Domande e risposte in sintesi

Che cosa viene considerato nel nuovo ISEE?

Vengono considerati i redditi di varia natura e tutte le prestazioni monetarie erogate dallo Stato o da enti pubblici con finalità assistenziale anche se sono esenti da tassazione. Viene poi sommato il 20% del patrimonio mobiliare o immobiliare. Sono previste alcune franchigie e detrazioni.
La somma viene poi divisa per parametri diversi a seconda della composizione del nucleo familiare.

Nel nuovo ISEE sono conteggiate anche le pensioni e l’indennità di accompagnamento?

Certamente. Nell’Indicatore della Situazione Reddituale sono considerati assegni pensioni e indennità di accompagnamento, di comunicazione e di frequenza riservate a invalidi, ciechi e sordi, oltre che tutti i trattamenti per invalidi del lavoro e di guerra.

Non vengono invece conteggiate le eventuali provvidenze economiche non erogate direttamente da INPS quali, ad esempio, gli eventuali assegni di cura, contributi per l’assistenza indiretta, voucher e ogni altra erogazione assistenziale o ad altro titolo.

Vengono conteggiati anche gli eventuali ausili concessi alle persone con disabilità?

Assolutamente no. Si tratta di una ipotesi destituita da ogni fondamento.

Sono previste agevolazioni per le persone con disabilità?

Nel calcolo sono previste alcune agevolazioni che consentono di diminuire l’Indicatore della Situazione Reddituale in presenza di una persona con disabilità nel nucleo.
È possibile detrarre le spese sanitarie per disabilità (che sono piuttosto ampie e comprendono, ad esempio, le spese per gli ausili o per l’acquisto e l’adattamento di un veicolo), fino a 5000 euro.
Sono poi previste detrazioni forfettarie a seconda della gravità della disabilità. Disabilità media: 4000 euro (5500 per i minori); disabilità grave: 5500 euro (7.500 per i minori); non autosufficienza: 7000 euro (9.500 per i minori). Si può poi detrarre il 10% delle prestazioni assistenziali ricevute.
I non autosufficienti possono detrarre le spese sostenute per badanti o assistenti personale fino a coprire l’intero importo delle prestazioni assistenziali o previdenziali per inabilità ricevute.

Si potrà ancora richiedere, almeno in alcuni casi, l’applicazione dell’ISEE personale anziché quello familiare?

No, l’ISEE familiare o (estratto), previsto molto confusamente dalla normativa precedente non esiste più. Solo per le prestazioni sociosanitarie agevolate è previsto di far riferimento, per i disabili maggiorenni, ad un nucleo familiare più “ristretto” e cioè al solo coniuge e ai figli. Nel caso questi non siano presenti, si conteggia il solo beneficiario. Ne beneficiano i disabili maggiorenni non coniugati e/o senza figli.

Quali saranno i limiti ISEE per le prestazioni agevolate?

Il decreto prevede che gli enti erogatori delle prestazioni sociali agevolate, entro 30 giorni dall’entrata in vigore dei nuovi modelli di dichiarazione DSU, rivedano i propri criteri di calcolo e i limiti ISEE precedentemente fissati. Riteniamo che, visto l’ampliamento della base reddituale e patrimoniale considerata i limiti debbano essere superiori.

Il nuovo ISEE sarà applicato anche all’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento viene attualmente erogata a prescindere dal reddito del beneficiario. Il decreto non prevede alcuna novità in questo senso. L’indennità di accompagnamento continua ad essere erogata a prescindere dal reddito.

Il nuovo ISEE sarà applicato anche pensioni di invalidità civile, cecità sordità?

Il decreto non prevede questa ipotesi. Le pensioni assistenziali per invalidità civile attualmente sono erogate riferendosi a limiti reddituali personali. Per applicare l’ISEE è necessaria un’altra specifica disposizione di legge.

In linea generale – fermo restando la valutazione sul limite ISEE ipoteticamente adottato – non è detto che questa soluzione sarebbe negativa per tutti. In alcuni casi sarebbe sicuramente motivo di perdita della provvidenza economica; in altri casi non produrrebbe variazioni; il altri casi potrebbe consentire l’accesso a prestazioni precedentemente negate (si pensi all’invalido con 17.000 euro di reddito e una moglie a carico, attualmente escluso).

Aggiornamenti da INPS e Ministero del lavoro del 10 luglio

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