Testo estratto da www.handylex.org

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’INPS il 10 luglio scorso hanno aggiornato il precedente documento diramato il 5 maggio che fornisce le risposte alle domande più frequenti in materia di applicazione delle più recenti disposizioni sull’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

I quesiti sono stati raccolti dalla Consulta nazionale dei CAF (Centri di Assistenza Fiscale) che rappresentano il riferimento principale nella redazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) alla base del calcolo dell’ISEE.

Detrazione delle spese per la retta in RSA

Il regolamento ISEE (DPCM 159) prevede la detrazione dall’Indicatore della Situazione Reddituale, solo per le persone non autosufficienti, della eventuale spesa per la retta di ricovero (RSA, Istituto, altro). Nel nuovo documento (quesito FC7_2) Ministero-INPS precisano, il linea con il DPCM, che è detraibile solo l’ammontare della retta per l’ospitalità alberghiera senza le spese per l’assistenza medica specifica (che ricordiamo già deducibili in denuncia dei redditi).

È ininfluente, ai fini della detrazione ISEE, il fatto che la struttura di ricovero sia pubblica o privata o convenzionata.

Detrazione delle spese sanitarie per gli incapienti

Il quesito FC8_12 pone una questione di non poco conto relativa ad una specifica detrazione prevista dal DPCM 159/2013 (art. 4) e cioè: “c) fino ad un massimo di 5.000€, le spese sanitarie per disabili, le spese per l’acquisto di cani guida e le spese sostenute per servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordi, indicate in dichiarazione dei redditi tra le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta, nonché le spese mediche e di assistenza specifica per i disabili indicate in dichiarazione dei redditi tra le spese e gli oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo;”.

Il problema tecnico – e anche normativo – risiede (come avevamo già riportato in queste colonne, NdR) nel fatto che quelle spese vengono estratte dalle dichiarazioni dei redditi degli interessati. Nel caso gli interessati non siano tenuti a presentare la dichiarazione (bassi redditi o incapienti o privi di reddito imponibile) non possono nemmeno ottenere la detrazione anche delle spese sostenute pur se documentate.

Il quesito pone la questione e chiede come costoro possano detrarre le spese documentate.

Ministero/INPS sono perentori: si detraggono solo le spese che possono essere estratte dalla denuncia dei redditi, confermando una disparità di trattamento che potrebbe generare comprensibili contenziosi.

ISEE ordinario e ridotto

Come noto il DPCM 159/2013 prevede un computo di “favore” per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria e cioè quelle assicurate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria rivolte a persone con limitazioni dell’autonomia, ovvero altri interventi in favore di queste persone. Vi sono inclusi interventi di sostegno e di aiuto domestico familiare finalizzati a favorire l’autonomia e la permanenza nel proprio domicilio; interventi atti a favorire l’inserimento sociale, inclusi gli interventi di natura economica o di buoni spendibili per l’acquisto di servizi.

In questi casi (se il beneficiario è maggiorenne) il nucleo familiare preso a riferimento, è oltre che il beneficiario, il coniuge, i figli minori di anni 18, nonché i figli maggiorenni. Se questi familiari non sono presenti nel nucleo, ovviamente non vengono computati, come non vengono computati altri familiari che non siano il coniuge o i figli.

Per completezza, se il beneficiario invece è minorenne per l’individuazione della composizione del nucleo familiare ci si riferisce ai genitori anche se non conviventi (e quindi ai loro redditi e patrimoni). Il che appare come una inspiegabile disparità di trattamento.

Quindi per queste prestazioni ci si riferisce all’ISEE sociosanitario (ridotto), per tutte le altre ci si riferisce all’ISEE ordinario (con le precisazioni per quelle relative al diritto allo studio universitario e per quelle di ricovero in istituto, RSA ecc.)

I quesiti N_1 e N_2 confermano che chi dispone solo dell’ISEE ordinario deve richiedere l’ISEE sociosanitario quando richiesto e viceversa, se dispone solo di quello “ridotto” deve richiedere l’ordinario in tutti casi sia previsto.

Per la richiesta di prestazioni socio sanitarie (quesito N_4) da parte di persona disabile o non autosufficiente maggiorenne, in caso si scelga una composizione ristretta del nucleo familiare l’essere a carico fiscalmente dei genitori pur non conviventi è ininfluente.

Modificazione della DSU ISEE

Il quesito V_10 chiede se la DSU possa o debba essere modificata nel caso in cui cambino le condizioni del nucleo di riferimento oppure una persona disabile grave entri in possesso della certificazione che ne attesta la non autosufficienza (con le maggiori franchigie che ne derivano).

Ministero-INPS confermano che tutte le volte che il titolare della DSU deve modificare un dato presente nella precedente DSU, come nei casi presentati, deve presentare una nuova DSU. Se la situazione rispetto alla prima è mutata e obbliga alla presentazione di una nuova DSU nulla vieta di apportare modifiche dei dati auto dichiarati presenti nella prima.

 

15 luglio 2015

Carlo Giacobini

Direttore responsabile di HandyLex.org

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