In tale prospettiva di lavoro fortemente integrato, emerge sempre come decisiva la funzione programmatoria della Regione e della ATS, anche nel caso di possibili specifiche esigenze organizzative locali, come detto più avanti nella norma transitoria.

La legge infatti contiene una norma transitoria il cui scopo è di agevolare la transizione al nuovo modello di organizzazione dipartimentale, consentendo di adeguare ai bisogni della popolazione e alle caratteristiche del territorio l’articolazione dei servizi dell’area salute mentale.  “A tal fine è istituito in ogni ASST un comitato di coordinamento diretto dal direttore generale, composto dai direttori in carica dei dipartimenti e delle unità operative”. Il comitato, attivabile da subito, dura 6 mesi ed è coordinato dalla ATS allo scopo di “garantire l’omogeneità e l’efficacia dei servizi”. La norma prevede anche che i rappresentanti di tali comitati, delle organizzazioni professionali e sindacali, del privato sociale e delle associazioni partecipino “alla predisposizione del Piano di salute mentale regionale da approvare entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge”.

Segue l’articolo 54, che tratta di “Disposizioni in materia di prevenzione, cura, riabilitazione delle persone affette da disturbi dello spettro autistico e della disabilità complessa, di sostegno e assistenza per le loro famiglie”, ma che in questa sede non possiamo specificamente affrontare.

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