Nella normativa finora vigente vengono computati i soli redditi (complessivi) ai fini Irpef e gli eventuali proventi agrari (da dichiarazione IRAP) di tutti i componenti del nucleo familiare.

La reale novità introdotta dall’articolo 5 della cosiddetta Legge 214/2011 è l’inclusione nell’ISR della percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale.

Il DPCM 159/2013, conseguentemente, ampia l’elencazione di ciò che debba rientrare nella componente reddituale includendo, quindi, oltre al reddito complessivo ai fini IRPEF, anche, in sintesi:

  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo di imposta;
  • le rendite catastali dei beni immobiliari (es. abitazioni, edifici) e dei terreni;
  • il reddito figurativo delle attività mobiliari (es. titoli, azioni …);
  • assegni per il mantenimento dei figli effettivamente percepiti;
  • ogni altra componente reddituale esente da imposta, incluso i reddito da lavoro prestato all’estero tassato esclusivamente dallo Stato estero;
  • trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari, incluse le carte di debito, a qualsiasi titolo percepiti da amministrazioni pubbliche (se non già inclusi nel reddito complessivo dichiarato); come si evince dal Decreto che ha approvato i modelli di dichiarazione DSU, vengono computate le sole provvidenze erogate dall’INPS e cioè, nel caso delle persone con disabilità, le pensioni, gli assegni e le indennità per minorazioni civili o per invalidità sul lavoro. Non vengono invece computate altre erogazioni assistenziali (quali ad esempio contributi per la vita indipendente o assegni di cura).

Tutte queste voci nella normativa previgente sull’ISEE non erano computate.

Dalla somma dei redditi e delle somme percepite, sono ammesse alcune franchigie:

  • per chi vive in affitto il valore del canone annuo previsto nel contratto di locazione per un ammontare massimo di euro 7.000 incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo;
  • per chi risiede in abitazione di proprietà sono previste franchige e detrazioni ma che incidono sull’indicatore patrimoniale e non su quello reddituale;
  • fino a 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi; in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse.

Dalla somma di tutti i redditi nel caso in cui siano presenti nel nucleo persone con disabilità sono previste specifiche detrazioni diverse a seconda della gravità della disabilità e dell’età della persona:

  • persone con disabilità media una franchigia pari ad 4.000 euro, incrementate a 5.500 se minorenni;
  • persone con disabilità grave una franchigia pari a 5.500 euro, incrementate a 7.500 se minorenni;
  • persone non autosufficienti una franchigia pari a 7.000 euro, incrementate a 9.500 se minorenni.

La franchigia vale per ogni persona con disabilità presente nel nucleo. È il caso di annotare che la franchigia prevista dal DPCM 159/2013 non sempre compensa il computo di pensioni, assegni, indennità nell’ISR. Compensa sicuramente nel caso di titolari di sola indennità di frequenza o di accompagnamento per invalidità civile. Non compensa nel caso di cumulo di indennità o di provvidenze per invalidità sul lavoro.

Dalla somma dei redditi, inoltre, possono essere detratte alcune spese; ricordiamo qui quelle che riguardano direttamente le persone con disabilità:

  • le spese sanitarie per disabili e le spese per l’acquisto di cani guida (detraibili in denuncia dei redditi) e interpretariato per i sordi, nonché le spese mediche e di assistenza specifica per i disabili (deducibili in denuncia dei redditi) fino ad un massimo di 5000 euro;
  • le spese per collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale se regolarmente assunti o se le relative prestazioni (documentate) siano state rese da enti fornitori (es. cooperative); questa seconda detrazione viene ammessa solo per le persone non autosufficienti. Quanto si può detrarre? Si può detrarre la spesa fino all’ammontare delle prestazioni assistenziali (o indennitarie o previdenziali esenti da imposte) di cui gode la persona non autosufficiente, al netto della franchigia massima di 1000 euro (20%) di cui abbiamo parlato più sopra.

Esempio: si spendono 14.000 euro per una badante; il beneficiario percepisce un’indennità di accompagnamento annua di 5.880 euro; potrà detrarre solo 4.880 euro della spesa sostenuta.

Riassumendo: nei nuclei familiari in cui è presente una persona con disabilità, si sommeranno oltre ai redditi, anche altre somme (es. indennità di accompagnamento o assegno di cura); si potranno detrarre alcune spese (sempre che siano dimostrabili) e vi sarà una franchigia differenziata. Nel caso della non autosufficienza si potranno detrarre le spese sostenute fino a compensare le prestazioni assistenziali ricevute.

 

Esempio 1

Nucleo con persona maggiorenne con grave disabilità

  1. si computa il reddito da lavoro o da pensione di anzianità o vecchiaia
  2. si sommano gli altri redditi o introiti anche se esenti da IRPEF
  3. si somma la pensione di invalidità (circa 3600 euro)
  4. si detrae una franchigia di 5500 euro
  5. si detraggono spese sanitarie (esempio ausili) fino a 5000 euro
  6. si detrae una parte dell’eventuale contratto di affitto

Nota: si applica la franchigia di 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi o in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse.

Esempio 2

Nucleo con persona minorenne non autosufficiente

  1. si computa il reddito da lavoro o da pensione di anzianità o vecchiaia
  2. si sommano gli altri redditi o introiti anche se esenti da IRPEF
  3. si somma l’indennità di accompagnamento (circa 5960)
  4. si detrae una franchigia di 9500 euro
  5. si detraggono spese sanitarie (esempio ausili) fino a 5000 euro
  6. si detrae la spesa per la badante o per l’assistenza personale fino a 9500 euro
  7. Si detrae una parte dell’eventuale contratto di affitto
  8. Si operano le altre detrazioni relative al reddito da lavoro o da prestazioni previdenziali o assistenziali

Nota: si applica la franchigia di 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi o in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse.

 

Esempio 3

Nucleo con persona maggiorenne non autosufficiente

  1. si computa il reddito da lavoro o da pensione di anzianità o vecchiaia
  2. si sommano gli altri redditi o introiti anche se esenti da IRPEF
  3. si somma la pensione di invalidità e indennità di accompagnamento (circa 9500) e 10.000 di assegni di cura o contributo “vita indipendente” (totale 19500)
  4. si detrae una franchigia di 7000 euro
  5. si detraggono spese sanitarie (esempio ausili) fino a 5000 euro
  6. si detrae la spesa per la badante o per l’assistenza personale fino a 18500 euro
  7. Si detrae una parte dell’eventuale contratto di affitto

Nota: si applica la franchigia di 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi o in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse.

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