Anffas Cremona Onlus ha aderito questa iniziativa ed è una delle associazioni legittimate a svolgere questo ruolo all’interno di procedimenti giudiziali in cui vengano coinvolti persone con disabilità.


Cos’è la legittimazione ad agire?

Nel diritto processuale civile, la legittimazione ad agire è la titolarità del diritto di azione, anche detta legitimatio ad causam; l’istituto opera sul piano soggettivo, determinando colui che ha il potere di costituire il dovere decisorio del giudice di pronunciarsi sul rapporto giuridico dedotto in giudizio.


Cosa prevede la legislazione italiana in relazione a questa legittimazione ad agire?

Dall’anno 2006 è entrata in vigore la Legge 67/06, contenente “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”.

Tale legge ha introdotto la possibilità per ogni persona con disabilità, che sia vittima di una discriminazione (diretta o indiretta) in virtù della propria condizione soggettiva, di reagire con un procedimento giudiziale snello, flessibile e celere (già utilizzato per le discriminazioni razziali). In tale maniera si fornisce un concreto ed efficace strumento giuridico alle persone con disabilità che possano essere discriminate attraverso un comportamento o un atto della Pubblica Amministrazione o dei privati.

La legge prevede che la persona con disabilità, oltre ad agire direttamente, possa farsi coadiuvare ovvero sostituire da una delle Organizzazioni (Associazioni, Fondazioni, ecc…) riconosciute come legittimate ad agire.

Nell’articolo 4 della Legge n.67/2006 si prevede:

1. Sono altresì legittimati ad agire ai sensi dell’articolo 3 in forza di delega rilasciata per atto pubblico o per scrittura privata autenticata a pena di nullità, in nome e per conto del soggetto passivo della discriminazione, le associazioni e gli enti individuati con Decreto del Ministro per le pari opportunità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base della finalità statutaria e della stabilità dell’organizzazione.

2. Le associazioni e gli enti di cui al comma 1 possono intervenire nei giudizi per danno subìto dalle persone con disabilità e ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l’annullamento di atti lesivi degli interessi delle persone stesse.

3. Le associazioni e gli enti di cui al comma 1 sono altresì legittimati ad agire, in relazione ai comportamenti discriminatori di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 2, quando questi assumano carattere collettivo.

Ecco la Legge 67/06