Libri e cultura accessibile

“Il libro è uno strumento di educazione e cultura. L’accesso alla cultura è uno dei mezzi più importanti che abbiamo a disposizione per realizzare un’inclusione reale”. Roberto Parmeggiani, scrittore ed educatore, è il presidente dell’associazione Centro documentazione handicap, che gestisce la più grande biblioteca specializzata su temi legati alla disabilità. E proprio il Cdh organizza“Il giardino segreto. Convegno nazionale sulla lettura per tutti e i libri accessibili”, in calendario a Bologna sabato 9 febbraio.

Perché è importante riflettere su una cultura per tutti? “Per due motivi. In primis, perché l’accesso a lettura e libri accessibili sta crescendo molto: questo significa crescere bene e insieme. Lo ribadisco: un libro accessibile è un vantaggio per tutti, indipendentemente da un’eventuale disabilità”L’altro motivo – continua Parmeggiani – è che la cultura è il primo passo verso un contesto davvero inclusivo e accogliente: “Mettere nelle condizioni tutti – persone con disabilità, stranieri – di accedere a tutti i contesti è l’obiettivo”.

Parmeggiani sottolinea, però, la situazione di stallo che riguarda la volontà di costruire contesti inclusivi:“Siamo a un punto morto, ho come l’impressione che lo sguardo sia sempre rivolto al passato. Ancora non siamo riusciti a spostare l’attenzione dal problema all’opportunità. Concentrati sulle diversità, non capiamo che, invece, dovremmo convogliare tutta l’attenzione e l’energia nei processi inclusivi”. E fa l’esempio degli alunni con disabilità che, per legge, devono stare in classe: “All’inizio si agiva così nel rispetto della legge, poi tutti hanno capito che non isolare è un vantaggio per tutti”.

E se l’obiettivo è realizzare contesti inclusivi, è fondamentale cominciare a lavorare già a partire dalla scuola: “Educare i bambini a stare con compagni diversi in contesti diversi farà di loro adulti più aperti e accoglienti”. Ma anche la politica deve fare la propria parte, senza delegare in toto la materia ad associazioni e volontariato: “La politica deve tornare a investire, certo. Ma pensare sempre che il problema lo debba risolvere qualcun altro è sbagliato: tutti possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo, per quanto possa suonare retorico. A scuola, con gli anziani, con il vicino: dobbiamo affrontare con coraggio la paura che la diversità porta inevitabilmente con sé, e superarla con la conoscenza”.

Il convegno “Il giardino segreto” è organizzato in due momenti: la mattinata vedrà una plenaria in Sala FarneseEraldo Affinati interverrà sul perché è importante riflettere su una cultura per tutti; Marco Muscogiuri del Politecnico di Milano racconterà di come cambiano i luoghi in cui incontrare i libri. Si parlerà anche di “risposte diverse per diversi lettori” e di temi ritenuti inaccessibili, che in realtà non lo sono, se adeguatamente trasformati. Il programma pomeridiano prevede 5 laboratori tematici divisi tra Fondazione Gualandi e Istituto dei Ciechi “F. Cavazza”: uno sarà sul libro tattile e le indicazioni per realizzarlo, uno sul libro modificato per scrivere, tradurre e giocare con i simboli, il terzo sul metodo Easy To Read, per semplificare un testo senza diminuirne le qualità, un altro sui libri senza parole, per sfruttarne le potenzialità in chiave inclusiva, e infine Storie per tutti su come narrare storie attraverso una pluralità di linguaggi.

Testo pubblicato da Anffas