Convegno Anffas “Dalla gentile concessione all’esigibilità dei diritti. Il progetto individuale di vita ex art.14 Legge 328”

L’emergenza sanitaria in corso non ferma Anffas che, in collaborazione con il Consorzio La Rosa Blu, anche quest’anno sta organizzando il suo convegno annuale, ovviamente in modalità online: si svolgerà infatti il 2 dicembre 2020, dalle 9 alle 13, il convegno organizzato da Anffas Nazionale dal titolo “Dalla gentile concessione all’esigibilità dei diritti. Il progetto individuale di vita ex art.14 Legge 328”, evento che già conta 500 iscritti!.

Un tema importante e fondamentale per la vita di tutte le persone con disabilità intellettive e con disturbi del neurosviluppo e per tutta la base associativa a cui per questo motivo il Consiglio Direttivo Nazionale di Anffas – nel rispetto della previsione statutaria relativa alla celebrazione dell’annuale convegno di livello nazionale ed in concomitanza con la Giornata Internazionale delle persone con disabilità che ogni anno si celebra il 3 dicembre e che quest’anno avrà come tema specifico “Ricostruire meglio: verso un mondo post Covid -19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile” e che sarà celebrata per tutta la settimana dal 30 novembre al 4 dicembre p.v. in parallelo alla 13° sessione della Conferenza degli Stati parti della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità – ha deliberato di dedicare l’ormai tradizionale grande evento di dicembre.

Obiettivo primario è promuovere e garantire l’esigibilità dei diritti e della migliore Qualità di Vita possibile, divenendo in tal senso fondamentale la partecipazione all’evento di famiglie, operatori e di tutti coloro che operano con e per le persone con disabilità. 

La legge n. 328/00 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”prevede che, affinché si ottenga in pieno l’integrazione scolastica, lavorativa, sociale e familiare della persona con disabilità, si predisponga un progetto individuale per ogni singola “persona con disabilità fisica, psichica e/o sensoriale, stabilizzata o progressiva (art. 3 L. 104/92)”, attraverso il quale creare percorsi personalizzati in cui i vari interventi siano coordinati in maniera mirata, massimizzando così i benefici effetti degli stessi e riuscendo, diversamente da interventi settoriali e tra loro disgiunti, a rispondere in maniera complessiva ai bisogni ed alle aspirazioni del beneficiario.

L’importanza e la centralità della redazione del progetto individuale è oggi ampiamente ribadita sia dal primo che dal secondo Programma Biennale d’azione sulla disabilità approvati dal Governo, che ne prevedono la piena attuazione, quale diritto soggettivo perfetto e quindi pienamente esigibile, ancorandolo allo stesso percorso di certificazione ed accertamento delle disabilità ed identificandolo quale strumento per l’esercizio del diritto alla vita indipendente ed all’inclusione nella comunità per tutte le persone con disabilità (previsto, in modo particolare, dall’art. 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità).

Nello specifico, il Comune deve predisporre, d’intesa con la A.S.L, un progetto individuale, indicando i vari interventi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali di necessita la persona con disabilità, nonché le modalità di una loro interazione.

Il progetto individuale, infatti, è un atto di pianificazione che si articola nel tempo e sulla cui base le istituzioni, la persona, la famiglia e la stessa Comunità territoriale possono/devono cercare di creare le condizioni affinché quegli interventi, quei servizi e quelle azioni positive si possano effettivamente compiere.

Il Covid-19 ha evidenziato un sistema che stenta a funzionare e che spesso non è in grado di prendersi cura e carico dei cittadini con disabilità e dei loro familiari, un sistema ancorato a vecchi paradigmi e sistemi di protezione che non rispecchiano quanto indicato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ricordiamo essere legge in Italia da più di dieci anni.

Grazie alle presenza di relatori esperti, la dott.ssa Chiara Canali, psicologa e psicoterapeuta, formatrice di Anffas Nazionale e Case Manager di Anffas Massa Carrara, l’Avv. Gianfranco de Robertis, consulente legale Anffas Nazionale, l’Avv. Alessia Maria Gatto, consulente legale Anffas Nazionale e la dott.ssa Roberta Speziale, psicologa, formatrice e consulente di Anffas Nazionale, l’obiettivo dell’evento è di interrogarci su alcune domande specifiche:

Come fare, in questo momento storico a garantire il pieno diritto delle persone con disabilità? Come verificare e monitorare che vengano effettivamente realizzati i progetti individuali? A che punto siamo? Quali sono gli aspetti su cui porre più attenzione? Una famiglia che richiede un progetto di vita in questo momento come si deve comportare? Quali aspetti deve conoscere?

Il Convegno – che ricordiamo si svolgerà su piattaforma online di cui forniti più avanti i dettagli tecnici per la partecipazione – è a titolo gratuito, è in fase di accreditamento presso l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Lazio e sarà possibile fare richiesta di tali crediti formativi specificandolo nel format per le iscrizioni.

Per le iscrizioni è possibile compilare un format dedicato cliccando qui 

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